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venerdì, giugno 30, 2006

PICCOLO APPUNTO PRE-STUDIO

Se si tiene alla propria cute facciale (ma si dice cute facciale?), evitare accuratamente di radersi ascoltando toxicity (o simili) perchè la mano va inevitabilmente in modalità pogo e si vanno a perdere ettolitri di sangue.

postato da: Ewan alle ore 15:33 | Permalink | commenti
categoria:scazzi e scleri, rari momenti di serenità
venerdì, giugno 30, 2006

LA VITA E' COME UNA SCALA

Di un pollaio, direte voi...e invece no, banali e scontati che non siete altro! Direi che è più come una lunga scala a chiocciola, dove devi affrontare uno scalino per volta. Io sono inciampato al primo. E cascando ho battuto la testa. Ed il naso. E sono scivolato giù, così non sono nemmeno riuscito a salirlo. D'altra parte è così...ho 24 anni e non mi sono laureato (ci sono vicino? mica tanto....), non mi riesce trovare un lavoretto part-time fisso che mi permetta di andare a vivere per i cazzi miei. Ogni anno quando arrivo a giugno mi faccio questo mese e mezzo di lavoro strapacco solo per farmi un paio di settimane di vacanza con i miei amici. Non riesco ad instaurare un rapporto serio e duraturo (un po' perchè non mi lascio andare, un po' perchè non trovo la persona giusta perchè mi lasci andare). Insomma, non mi sembra che la mia vita sia molto diversa da quella di un tredicenne qualsiasi (tranne probabilmente per il fatto che non sono vergine - sono leone. ah ah ah....che battuta del cazzo -e che ho la macchina); mi è anche tornata la mania della chitarra classica, così posso suonare sulla spiaggia con il falò proprio come facevo 10 anni fa (quando però limonavo e non suonavo...almeno allora). Forse sarebbe il caso di provare a risalire questa cazzo di scala? No, perchè ci mancano solo i tornei di subbuteo, le magic e studiare geografia (il brasile si basa sull'esportazione di caffè, cacao e canna da zucchero.....mai nessuno che ci parlasse del carnevale, del mercato illecito di prostituzione, dei trans e della coca. Bell'idea del mondo che ci davano....per me l'ultima guerra che c'era stata era la seconda guerra mondiale!). Oltretutto almeno quando avevo 14 anni non mi ero ancora innamorato e non sapevo cosa significava dover "andare avanti". E mi bastava una birra per ubriacarmi. E mi divertivo con il nintendo. Hmmm.....va' a finire che era meglio allora che ora. No, no, devo concentrarmi sul presente! Lo vedete che non è facile salire quella scala? Se inciampo di nuovo mi spacco tutti i denti. Ora vado, che c'ho da salire.

 

 

 

TUMP

 

 

 

Sono cascato.

postato da: Ewan alle ore 11:13 | Permalink | commenti (2)
categoria:scazzi e scleri
giovedì, giugno 29, 2006

SO TRASH

E' ufficiale...inauguriamo il nostro periodo trash. Trash è uno stile di vita e non è che ti ci inventi da un giorno all'altro, ma noi ce la metteremo tutta. Trash significa anni 80 (i meglio/peggio anni 80). Trash significa compilation con le canzoni della Rettore e di francesco Salvi (questa macchina qua devi metterla làààà...è un diesel, è un diesel); trash significa rispolverare i cari vecchi cartoni animati di una volta (dalla stella della senna a capitan futuro); trash significa vedere quei film che non dovrebbero proprio far ridere ma come fai a rimanere serio? (tipo "troppo belli" o "jolly blu" degli 883). Trash significa avere le lacrime agli occhi per come cazzo sono vestiti in quel video. E' ufficiale, è aperta la caccia al trash. E si accettano suggerimenti.

postato da: Ewan alle ore 22:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:rari momenti di serenità
giovedì, giugno 29, 2006

GIOCARSI LE PROPRIE CARTE

Nella vita bisogna saper giocarsi le proprie carte. C'è chi se le gioca bene, chi se le gioca male e poi ci sono io, che me le gioco peggio. Ma oggi è una bella giornata perchè mi sono dato del coglione ridendo come un bambino. Perchè tutto sommato poteva andare peggio (potevo non avere motivi per cui darmi del coglione). Perchè in fondo sono con la testa in vacanza; ed io in vacanza ci sto sempre bene.

postato da: Ewan alle ore 20:17 | Permalink | commenti
categoria:rari momenti di serenità
martedì, giugno 27, 2006
RAPPUT

Solai solai solai - ferrovia
Solai solai solai - grano
Solai solai solai - campo
Solai solai solai - profano
Alle falde del Kilimangiaro
Paraponziponzipò.

E quella volta, una domenica d’Ottobre,
già l’autunno ci moriva addosso,
io fumavo sigarette amare,
tu, come uno specchio rotto,
riflettevi quell’immagine sbiadita
del ricordo del frammento di un brandello
del prufumo di quell’angolo d’estate
e mi dicesti: “Voglio vivere la vita
come un alito di vento nell’aurora
che, inseguita dalla notte, già racchiude
le speranze di un domani tutto mio
che mi appartenga e, come donna, accarezzare
nuovi scampoli d’assenza”, io dicevo:
“Sì capisco, vuoi gli scampoli d’assenza”
ma pensavo: “PUTTANA!”

Che ne sai tu di un campo di grano?

Così pensasti, decidesti e mi annunciasti:
“Quest’estate vado in Grecia con Giovanna
e mi preparo a accarezzare nuovi scampoli
d’assenza”, io ti dissi: “Scusa cara,
cosa cazzo ti prepari per l’estate?
Siamo a Ottobre, è quantomeno prematuro!”;
tu piangesti tutta notte ed al mattino
ti svegliasti, gli occhi pesti ripiangesti
e mi dicesti: “Siamo onesti, vuoi che resti
per tarpare le mie ali ed impedirmi
di volare e come donna accarezzare
nuovi scampoli d’assenza”, io ti dissi:
“No, prudenza, non potrei vederti senza
coi tuoi scampoli d’assenza,
io rispetto le tue scelte!”, questo dissi,
ma pensavo dentro me che tu e Giovanna in Grecia
ci andavate solo per sentirvi…

Che ne sai della nostra ferrovia che trafigge i solai.
Che ne sai?

PUTTANA.
No, dai basta, su adesso…
PUTTANA!
Grano.

Poi sei tornata dalla Grecia,
io fingevo che non m’importava niente,
ti chiedevo le notizie più banali,
tipo chissà quanta gente avrai trovato,
che bordello di turisti, tu negavi
ed affermavi: “No, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no, eravamo solamente
io e Giovanna sopra un’isola deserta
insomma tipo ci hai presente
due chilometri di spiaggia tutta vuota,
dormivamo in un capanno in riva al mare
ed ogni sera i pescatori ci portavano del pesce,
facevamo le grigliate sulla spiaggia
e cantavamo a squarciagola le canzoni di Battisti
fino all’alba, tanto l’isola è deserta!”
mi dicevi e io pensavo: “Ma che cazzo,
tutti quelli che ritornan dalla Grecia
sono stati sopra un’isola deserta
tipo ci ho presente due chilometri di spiaggia vuota
col capanno e i pescatori,
ma contando tutti quelli che mi dicono sta cosa
io mi chiedo quante cazzo di isolacce
deve averci questa merda di una Grecia,
poi ’sti pescatori greci non potrebbero
pescare in alto mare ed impiccarsi con le reti,
senza andare a importunare le ragazze come te
che normalmente sono brave ma travolte dagli eventi
non disdegnano di fare la PUTTANA?”

Solai, grano, solai, campo, ferrovia.

E adesso tu mi chiedi come mai
son così pallido e patito,
mentre tu sei tanto sana,
la risposta è tra le righe
di quest’aria che ti canto,
che nel mentre che tu stavi
sopra l’isola deserta
strafogandoti di cozze
con Giovanna e i pescatori
io da solo chiuso in casa
non potevo fare a meno
di pensare a te lontana
già da qualche settimana
e comporti una canzana
praticando una gimcana
che mi ha fatto alfin capire
che tu sei, saresti stata,
eri, fosti, sarai sempre
e dillo pure anche a Giovana…

PUTTANA

Il mio amore, sì il mio amore,
nonostante qualche dissapore.
Come una libellula selvaggia,
io sorvolerei, però
dimmi cos’hai fatto con il greco sulla spiaggia!

Senza fiato, senza bronco,
tu sei ritornata ma ti stronco,
se ti lascio in faccia i segni del saldatore
so che capirai: io non ti serberò rancore.

Umorismo e simpatia
cum conctractio vaginalis.
Paraponziponzipò
Ferrovia.
Alle falde del Kilimangiaro
Paraponziponzipò
Alle falde del Kilimangiaro
Paraponziponzipo
Solai.
No, dai, basta così.

Questa mattina mi sono alzato,
oh bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao ciao
ciao ciao oaic oaic ciao ciao…

postato da: Ewan alle ore 17:02 | Permalink | commenti (1)
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martedì, giugno 27, 2006

DIRE BASTA MENTRE PENSO A LEI

Mi ci vuole davvero troppo poco per volere una persona. E' come se vivessi tutta la mia vita come una sfida continua: voglio lei e se non mi riesce averla ci rimango male. E magari penso che quel male è dovuto alla persona, al suo essere perfetta per me o ai miei sentimenti, quando invece, con ogni probabilità, è solo un male interiore dovuto a me stesso. E' un male dovuto ad un vuoto (voglia di avere) ed a d un eccesso (voglia di dare); sentimenti non contrastanti e anzi che vivono assieme come parte di una stessa medaglia. E allora adesso basta per un po'. Basta con i capricci, le voglie strane, l'insaziabilità: ma cazzo, a volte sono incredibile! se scopro che una ragazza che ho visto in un pub e di cui non so nemmeno il nome ha il ragazzo, magari ci rimango male e penso che starebbe meglio con me! Basta con il tentar di volere qualcosa  o qualcuno quando non conosco bene nemmeno me stesso. Come posso dare e darmi se nemmeno so stare bene con me? Il guaio è che mentre io scrivoqueste 5 lettere magiche ("b a s t a"), sto già pensando a lei. Lei che c'è e non c'è. Lei che sarebbe un'altra lei (l'ennesima?) da scoprire, da vivere, da esplorare senza la convinzione e forse nemmeno la voglia di farlo. Però è lì, nei miei pensieri, a volte tristi, a volte dolci, a volte caldi, la sera prima di dormire. Lei che è così libera, così lontana da tutto quello che ho sempre cercato. Forse dovrei essere coerente con me stesso e dire basta seriamente, aspettando di sentire di nuovo il cuore battere forte. Ma com'è per le altre persone? Com'è per voi? Prima vi innamorate e poi decidete di inziare una storia o vi innamorate solo vivendo la storia? Io non so cosa sia meglio, nè se esista un meglio. Forse dovrei aspettare ancora. Sono quasi 4 anni che non sono innamorato. 4 anni fatti di stiorie di profondo affetto ma che non hanno mai fatto il salto di qualità. E' stato brutto dover rispondere "io no" a chi ti diceva "ti amo". Brutto ma sincero (almeno quello!!). credo che dovrei solo aspettare ancora. Magari, però, mentre aspetto, penso a lei.

postato da: Ewan alle ore 15:55 | Permalink | commenti (1)
categoria:scazzi e scleri, amore o giù di lì